Aliquote Irpef 2010: tutti gli scaglioni di reddito

taxcut.jpgAliquote Irpef 2010: tutti gli scaglioni.

Per il 2010 permangono le Aliquote Irpef 2009 nonostante i proclami del Premier sull’introduzione di due sole aliquote: rispettivamente del 23 per cento per chi guadagna meno di 100 mila euro lordi l’anno e una al 33, per chi guadagna oltre.

Ecco quindi tutti gli scaglioni di reddito e le aliquote corrispondenti per la dichiarazione dei redditi 2010 :

  • Redditi da 0 a 15.000 euro  aliquota del 23%
  • Redditi da 15.000,01 a 28.000 euro aliquota del 27%
  • Redditi da 28.000,01 a 55.000 euro aliquota del 38%
  • Redditi da  55.000,01 a 75.000 euro aliquota del 41%
  • Redditi oltre 75.000 euro aliquota del 43%

Dal modello di istruzioni del 730 2009 si deduce la tabella seguente per il calcolo dell’Irpef lordo che aiuta molto:

  • Per i Redditi da 0 a 15.000 euro  il valore dell’ IRPEF lordo è pari al 23% del reddito
  • Per i Redditi da 15.000,01 a 28.000 il valore dell’ IRPEF lordo è pari a euro 3.450 + 27% sulla parte eccedente i 15.000 euro
  • Per i Redditi da 28.000,01 a 55.000 euro il valore dell’ IRPEF lordo è pari a euro 6.960 + 38% sulla parte eccedente i 28.000 euro
  • Per i Redditi da  55.000,01 a 75.000 euro il valore dell’ IRPEF lordo è  pari a euro 17.220 + 41% sulla parte eccedente i 55.000 euro
  • Per i Redditi oltre 75.000 euro il valore dell’ IRPEF lordo è infine pari a 25.420 + 43% sulla parte eccedente i 75.000 eur

A proposito di riforme fiscali mai fatte, vi segnalo anche la proposta mai approvata sull’introduzione della Cedolare secca degli affitti

30 pensieri su “Aliquote Irpef 2010: tutti gli scaglioni di reddito

  1. salve l’anno scorso ho avuto la bella idea di fare un lavoretto part-time per il quale ho ricevuto un cud di 1800 euro e sommato all’altro lavoro che ho fisso (altri 2 part-time)sono arrivata a un reddito di ben 10.500.00 euro. Ora devo sborsare entro novembre 700.00 euro poi 258.00 come ultima rata visto hce ho scelto di rateizzare. Nessun commento. Ma bisogna tener conto che il mio stipendio complessivo mensile arriva a circa 700.00 euro netti e c’è pure da tenere presente che ne pago 353.50 di affitto.

    Non capisco ma mi adeguo. saluti a tutti e grazie

  2. @rosanna questo perché chi guadagna fino a 15000 deve pagar il 23% (quasi un quarto per inciso) di tasse.. anche la pressione sulle aziende non scherza. Alla fine chi veramente ci può guadagnare è chi ha p.iva (con o senza aziende sue) per non parlare degli agenti di commercio. Diciamo che il lavoro conviene sceglierlo (ormai) in base alla categoria contrattuale e non in base alle aspirazioni.. ci vedo bene una vignetta..

  3. Io sono una artigiana che lavora 14 ore al giorno compreso il sabato!!!l anno scorso ho pagato 21000 euro di tasse!scrivo solo perche non e vero chi ha la partita iva va benissimo e vive felicemente…8 anni sono insieme con mio marito e non riusciamo avere un figlio lui guadagna pochissimo, se io sto a casa in maternita non riusciamo pagare il mutuo..invece voi dipendenti avete la busta comunque…quindi non diciamo stronzate…NON GENERALIZZIAMO QUELLI CHE HANNO LA P.IVA!!!!GRAZIE…

  4. gli agenti pagano non tutto ma di piu perche prima pagano le tasse e poi gli vengono pagate le fatture nel migliore dei casi si anticipa sempre.
    vi ricordo che per le aziende l’agente è un costo, di conseguenza fattura tutti i suoi guadagni capito!!!!!!!!!!
    se c’è una perdita anche se la legislazione dice diversamente, l’agente non rimette solo le provvigioni, ma parte del mancato incasso che non puo dedurre, ma su cui sopra comunque ha pagato le tasse capito !!!!!!! (l’azienda dice o paghi o vai a casa)

    comunque viva gli statali e tutti quelli che hanno un posto fisso dove prendono lo stipendio, le ferie e le malattie pagate.
    n.b. non rompete più voi dipendenti

  5. sono un ag. di commercio, quello che leggo è purtroppo vero, ma dispiace leggere l’ accanimento tra lavoratori..di qualsiasi categoria, non litighiamo tra noi ma anzi ci serve più comprensione è rispetto solo così forse saremo uniti e magari miglioreremo la situazione ( leggi il msg di brida 2/2/’10 ) forse non andare allo stadio,muovere meno la macchina,e magari fare la spesa dal fruttivendolo piuttosto che macellaio sotto casa…la politica è un bene della comunità non la comunità un bene della politica

  6. vorrei rispondere a l’artigiana che lavora 14 ore il giorno e che vorrebbe “non generalizzare”.
    Ho 12 anni di servizio presso un’azienda che per barcamenrsi ha cambiato pelle più di una volta.Cambio di contratto collettivo nazionale.Contrattualizzazione peggiorativa rispetto al precedente.Azzeramento di qualsivoglia beneficio maturato/guadagnato.Abbiamo subito per 5 anni slittamneti di b.paghe sfiorando anche i 6 mesi.La voce straordinario “NON ESISTE”, ma é vivamente “CONSIGLIATO”.
    Ricordiamoci dunque prima di sparare a zero verso qualsivoglia direzione.
    La vera ricchezza è “creare la povertà” da qualunque parte venga, P.iva o b.paghe.

  7. qui si fa la guerra tra poveri le aliquote sono per me sbagliate troppe onerose e non equiparate le tasse dovrebbero pagarle solo i ricchi da 75000,00 eur in su perche la povera gente non arriva a fine mese grazie alla bella pensata dell’euro a seguito della globalizzazione ha impoverito le classi sociali medio basse e con il libero merrcato e mancanza di controlli e leggi vere a tutela dei consumatori chi ha pagato e continua a pagare sono i piu’ deboli , questo non e’ giusto. Soluzione: facciamo le tracciature MAGARI TRAMITE BANCOMAT di tutti i pagamenti presso gli studi di professionisti . specialisti, commercianti, negozianti, e tutti coloro che grazie al libero mercato nel passaggio da lire ad euro nel lontano 2oo2 haNNO raddoppiato il costo dei prodotti e delle prestazioni infischiandosene se il valore degli stipendi e delle pensioni era stato dimezzato.1000 lire =1936,27 .QUI C’E’ STATO QUALCOSA CHE NON HA QUADRATO GRAZIE AI NOSTRI GOVERNANTI NAZIONALI E INTERNAZIONALI . TANTO LE MULTINAZIONALI E I POTENTI CONTINUANO A GUADAGNARE E ARRICCHIRSI LO STESSO… VEDI VACCINO ANTINFLUENZALE ANNO 2009-10 ACQUISTATO DA TUTTI GLI STATI MA POCO USATO…FORSE NON ERA NECESSARIO?? MA GUARDA UN PO’ SALUTI TERRJ

  8. salve a tutti,chiedo a qualche amico-a esperta in materia fiscale,io sono disoccupato da anni,ho una piccola rendita di 500euro per un mini di propietà,ma ne spendo 350 di affitto e con le bollette andiamo ai 5oo,mi è arrivata da pagare irpef del 2005 sulla rendita dell’affitto,io nn avevo mai pagato credendo che da disoccupato e spendendo gli stessi soldi per un affitto andavo pari,ora mi chiedono tra irpef e more 1000euro,per un contratto stipulato il 2002 e terminato il 2005,mi tocca pagarlo? e poi siccome non ho mai pagato per gli anni precedenti me ne arriveranno altri?
    ringrazio anticipatamente per la risposta.
    ciao
    prego inviarmi una mail a ciro.tozzi@libero.it

  9. Vorrei ricordare ai signori imprenditori, che dicono di pagare un sacco di soldi di tasse, che i dipendenti sia pubblici che privati le pagano sempre, ogni mese, sempre più salate e ritenute alla fonte……

  10. Save a tutti! dopo aver letto i commenti sopra credo che comunque nessuno e’ obbligato ad aprire la partita iva ed a mantenerla se non gli frutta come dovrebbe,ma allo stesso tempo il lavoratore dipendente non puo’ far sempre la vittima,credo ci siano sempre delle possibilita’ per tutti di migliorare la propria condizione, basta avere la buona volonta’ di farlo, perche’ a volte e’ piu’ comodo piangersi addosso…comunque le tasse purtroppo si pagano sempre e salate,diciamo che il dipendente ha sicuramente dei vantaggi in piu’, che sono quelli di avere un orario di lavoro prestabilito, quando stacchi da lavoro non ci pensi piu’ per il resto della serata, lo stipendio comunque ti arriva sempre(salvo casi di azende che non pagano per problemi vari..ed oggi purtroppo ce ne sono molte..)insomma,se dobbiamo fare un bilancio sulle convenienze di uno o dell’altro diciamo che per i motivi sopraelencati e’ meglio essere un dipendente, per altri motivi come ad esempio la liberta’ di orgaizzare il lavoro come si vuole,liberta’ di orari ecc, e possibilita’ di guadagni maggiori,e’ meglio lavorare in proprio. pero’ il lavoratore autonomo deve offrire un servizio da professionista che il lavoratore dipendente spesso non ha,parlando di mansioni piu’ semplici, allora di cosa ci lamentiamo?? se lavoro come dipendente e non ho mai fatto nulla per avanzare di carriera e specializzarmi in qualcosa e’ opportuno che non critichi chi lavora in proprio che ha avuto il coraggio di rischiare e che molte volte si fa un mazzo cosi’!!
    comunque io sono una dipendete..

  11. Vedo con dispiacere che quì si fà il loro gioco,( quello dei politici corrotti e quello delle varie cricche )andiamo avanti così.. destra contro sinistra, dipendenti contro partite iva, operai contro datori di lavoro, statali contro dipendenti privati e chi più nè ha più nè metta, ma bravi, continuiamo a sbranarci così, ma apriamo gli occhi!!! e solo così vedremo che ognuno di Noi è pieno di problemi anche se diversi l’uno dall’altro, ma sempre problemi sono, così facciamo quello che loro vogliono….l’uno contro l’altro mentre perdiamo di vista il vero obbiettivo….i politici corrotti, i grandi maneger che svendono le migliori aziende, le cricche, i grandi evasori, QUELLI sono i veri obbiettivi che dobbiamo combattere e stanare e se non capiamo questo ci cresceranno le orecchie come ai somari e ben ci stà.
    Saluti.

  12. Ormai è tutto una gran confusione! Da una parte ci sono lavoratori di call center che percepiscono 3 euro l’ora che sono costretti ad avere una partita iva e dall’altra imprenditori che si auto-assumono come dipendenti nella propria azienda (e magari prendo i contributi per l’assunzione a tempo indeterminato e magari poi si auto-mettono in cassa integrazione!!!).

    Secondo me non ha più senso fare distinzioni tra p. iva e varie tipologie di contratto, io mi concentrerei di più sul reddito complessivo (reale), altrimenti diventa una guerra tra poveri!
    Chi guadagna poco è un povero, poco rileva se è un povero dipendente, a progetto o a partita iva!

    Eviterei alcuni luoghi comuni come il fatto che i dipendenti sono fortunati perché hanno busta paga, tante garanzie e non hanno preoccupazioni perché terminato l’orario di lavoro vanno a casa felici e spensierati.
    Questo tipo di dipendente oggi quasi non esiste più. Se teniamo conto solo dei “giovani”, sono ben pochi ad avere un contratto a tempo indeterminato… e comunque, in generale, veramente poche persone possono permettersi un orario lavorativo “normale” e poi andare a casa spensierate!
    La maggior parte dei giovani è assunta con un contratto a progetto, pur svolgendo chiaramente un lavoro subordinato. E al danno si aggiunge la beffa, poiché si è costretti a lavorare come se si fosse proprietari dell’azienda.
    E si deve sperare che tutto vada bene, altrimenti il progetto non viene rinnovato e si va a casa, nel migliore dei casi, con una bella pacca sulla spalla (già, dopo anni che si lavora a progetto si “scopre” di non aver diritto a nessun tipo di liquidazione).
    In ogni caso, il giorno in cui si andrà in pensione si “scoprirà” di non averla una pensione!

    Io personalmente ho iniziato a lavorare come dipendente a tempo determinato per la pubblica amministrazione.
    Poi ho lavorato a progetto per diversi anni per una società privata.
    Questa stessa azienda, per ragioni fiscali, mi ha assunto come apprendista (mantenendo comunque un contratto a progetto, visto che sarebbe apparso strano il fatto che un apprendista percepisse uno degli stipendi più alti della società).
    Come in tutti i casi in cui c’è una sproporzione tra l’apporto che si fornisce e la retribuzione che si percepisce, alla fine si decide di prendere un’altra strada.
    Dopo essermi “licenziato” ho valutato se valesse la pena intraprendere nuovamente una percorso analogo a quello già fatto: gavetta, super lavoro e preoccupazioni da imprenditore, pur senza esserlo.
    L’unica strada praticabile mi è sembrata quella di provare a costruire qualcosa di mio, e quindi ho costituito una società insieme ad altri amici.

    Tecnicamente ora sono un imprenditore.
    Teoricamente dovrei appartenere a quella massa di persone che non pagano le tasse e si arricchiscono.
    In realtà, nonostante le cose vadano abbastanza bene, se una piccola società decide di pagare le tasse fino all’ultimo centesimo e, soprattutto, di pagare adeguatamente i propri collaboratori… i soldi che rimangono sono ben pochi!

    Nel 2010 personalmente ho percepito una retribuzione pari a 10.000 euro. Importo lordo perché ho fatturato le mie prestazioni alla società che amministro (non avendo la possibilità economi di assumermi e garantirmi uno stipendio fisso).
    Fatevi due conti e vedete a quanto ammonta il netto!

    Qui arriviamo al punto focale: tu stato non puoi chiedere di pagare le tasse ad una persona che ha guadagnato poco più di 800 euro lordi al mese!
    Il problema è che il gettito fiscale è garantito dai lavoratori dipendenti e che i professionisti e le aziende, in generale, considerano il prelievo fiscale come un furto.
    Il problema sta proprio qui: nel momento in cui ci si mette a valutare se la pressione fiscale è adeguata o meno e si ha la possibilità di “aggiustare” i proprio conti… l’occasione fa l’uomo ladro.
    Purtroppo le aziende e i professionisti hanno solo due possibilità: pagare una cifra elevata in tasse e imposte varie (per colpa dei “colleghi” che queste tasse hanno deciso di non pagarle) o decidere autonomamente quanto sia “giusto” pagare e, quindi, andare ad ingrossare le fila del club degli evasori!
    E’ inutile girarci intorno: tranne qualche eccezione, imprenditori e professionisti si dividono tra “criminali” e “criminali soltanto in parte”.
    Non pagare le tasse lo considero un crimine. Ci hanno fatto credere che quello capitalista sia il miglior modo in cui vivere, che il denaro è alla base di tutto… beh, allora chi frega il sistema economico, chi ne mina le fondamenta, è il peggiore dei criminali!
    Qualcuno leggendo queste mie affermazioni dirà che non si può generalizzare. Lo so che ci sono diverse aziende e professionisti che pagano le tasse onestamente… ma non mi si venga a dire che sono un numero consistente!
    C’è poco da fare, basta fare un controllo tra i dati ufficiali dei redditi dichiarati dagli italiani e la quantità di beni di super lusso presenti nel nostro paese!
    Ci si può girare intorno, tirar fuori tecnicismi contabili, ma la realtà disarmante rimane questa!

    Chi comanda dovrebbe trovare il coraggio di tagliare la testa al toro e fare controlli incrociati, sfruttando anche le possibilità che ci offre l’informatica, per stanare gli evasori.
    E chi sgarra deve pagare! e di certo non con una “sanzioncina” amministrativa (che mi fa davvero sorridere) ma, a secondo dei casi, con multe elevate e con il carcere! è troppo facile cambiare ragione sociale e ricominciare a rubare… a questo punto meglio prevedere una sorta di reato di attentato alle fondamenta del sistema economico!

    Detto questo, citando la Bandabardò: barcollo ma non mollo!

  13. Sono un pensionato inpdap, a quanto ammonterebbe la mia tredicesima di Dicembre 2010 avendo: reddito euro 28.076,76; pensione lorda euro 2.339,73 applicandomi aliquota massima 38,00; aliquota media 25,63. L’Ente mi anticipa sullo statino di Novembre 2010 che io dovrei prendere una tredicesima netta di euro 1.450,63.
    Nel Dicembre 2009 avevo un reddito di euro 27.909,36 applicandomi un’aliquota massima del 27,00 e aliquota media 25,43 e prendendo di tredicesima netta euro 1.697,82.
    Dico io, non è che i signori governanti voglio arrivare al punto di non farci prendere più tredicesima e pensione, dato che aumentano sempre le aliquote? Ma che fine hanno fatto le promesse del signor Berlusconi? E poi, come mai dal Dicembre 2009 al Dicembre 2010 mi viene applicata questa enorme differenza di aliquota, sempre chè trattasi di aliquota come se io percepisse una pensione da ricchi, anzi devo stare attento ad economizzare per arrivare a fine mese con una moglie che non lavora e due figlie universitari. Ma dico io, stanno diventando tutti pazzi questi politici. Per ultimo, che sta facendo il Segretario del partito dei pensionati che ci ha sempre illusi e presi in giro. Si è nascosto dietro la politica? Vergogna. Perchè non prova a fare di nuovo campagna elettorale.

    Certo di un benevolo e diretto riscontro a quanto sopra descritto, porgo cordiali saluti e Auguri di un Buon Natale 2010

  14. Ho una piccola imoresa artigiana con tre dipendenti a fine anno guardando il mio reddito posso affermare che non si discosta da quello dei miei dipendenti ho solo fatto girare capitale principalmente verso la nostra beneamata patria sotto forma di contributi iva inps inail ecc..
    Non sarebbe più giusto lasciare buona parte dei contributi agli operai in busta paga e pagarne di meno noi aziende lo stato in ogni caso questi mancati introiti li riceverà dagli acquisti che operai ed aziende potrebbero fare con più soldi in tasca NO?
    Auguri a tutti di buone feste
    P.S. sono d’accordo con aquila nel commento del 03/11/2010

  15. Qui sopra vedo molti commenti che istigano lo schieramento di parte (operai o imprenditori). Premetto che questo è un paese libero e quindi tutti possono aprire una partita iva, il problema è che la maggior parte di quelli che hanno poco reddito, sputa sentenze perchè non ha le palle di intraprendere una strada dura con problemi imprevisti come l’imprenditoria perchè incosciamente vuole stare tranquillo e guadagnare molto. Sono stato un dipendente per molti anni e ho sempre guardato gli imprenditori con rispetto, e non con invidia, perchè secondo me nel 2010 è il cervello che crea reddito (come si spiega che nel nostro paese arrivano estracomunitari con il motoscafo e dopo poco tempo si mettono in proprio e guadagnano dignitosamente?), ora guardo i dipendenti con rispetto (solo quelli che scelgono la dipendenza per non aver responsabilità e non che si limitano a questo per poi dare contro a chi gli crea lavoro perchè gira su un automezzo che costa 5 volte in più del loro). La mia storia: licenza di terza media, figlio di operari, mio padre alcolizzato, nel 1990 avevo uno stipendio pari a 2000 euro di oggi, nel 1991 non contento ho intrapreso la strada dell’agente di commercio, ho passato 7 anni di inferno perchè incapace e inesperto (debiti, collette per pagare il casello dell’autostrada laghi, non ho potuto coltivare le amicizie perchè non avevo tempo da dedicare a me). Ora sto benissimo (lavoro sempre da quando mi sveglio a quando vado a letto) e all’apparenza tanti mi dicono che sono fortunato, ho provato ad offrire loro la possibilità di mettersi in proprio garantendo un guadagno di circa 50/60 mila euro l’anno (lavorando duro) ma niente, appena vedono che si devono prendere delle responsabilità, spariscono.
    Ragazzi, il problema è che le tasse sono troppe, sia per chi fa il dipendente e sia per gli imprenditori (non è giusto che dopo una vita di sacrifici veri, subentra lo stato a chiederti il 60% dei tuoi introiti; quando mi chiamava il direttore di banca minacciando di protestarmi, lo stato cosa stava facendo?).
    Secondo me non c’è soluzione, questa è una giungla!! La politica è un teatrino e non possiamo cambiare niente, troppa democrazia!!
    Dispiace dirlo ma vince il più forte!!

    Auguri a tutti..

  16. Io sono un lavoratore dipendente da 32 anni con contributi e 3 anni senza contributi sempre con la stessa azienda che ha cambaito più volte dirigenza perchè gli amici soci di fiducia di quella attuale sono sempre fuggiti lasciando debiti, e a noi dipendenti è sempre toccato posticipare gli incassi degli stipendi. attualmente non vengono rimpiazzate le persone che se ne vanno e a noi tocca lavorare sempre di più. Ora mi ritrovo con 400 ore di permesso da recuperare, che quando chiedo spiegazioni non ottengo risposta. Alla faccia della fortuna ….

  17. Ma basta a lamentarsi. E’ dura per ormai quasi tutti gli ONESTI cittadini italiani. E ognuno guarda il suo piccolo orticello fottendosene di quello che succede al prossimo e soprattutto a chi sta peggio. Io mi ritengo fortunato, non ho grandi problemi di lavoro e di denaro. E pago fino all’ultimo euro di tasse. Non ricordo quale articolo della Costituzione citi testualmente che ognuno dovrebbe partecipare alla spessa pubblica (ovvero pagare le tasse) sulla base della propria capacità contributiva (ovvero in base al reddito). Quindi vediamo di pagare tutti quanto dobbiamo allo Stato, cercare nel limite del possibile di essere di esempio per gli altri e all’occorrenza puntare il dito verso colore che fanno i furbi. A cominciare da coloro che ci governano, che negli ultimi 15-20 anni hanno fatto dell’Italia una barzelletta da camera e i cui interessi sono in antitesi con tutti quelli di cui stiamo parlando in questo forum. Non voglio essere spacciato per un comunista (che non sono), ma cerchiamo almeno noi di cambiare ciò che sappiamo che non ci sta piacendo. R.

  18. Ciao Vega, non sono un professionista del settore ma so di certo che le tasse che paghi mensilmente sono solo un anticipo calcolato su ogni busta paga utilizzando una aliquota che tiene conto del tuo reddito presunto. A fine anno poi, sul CUD, viene applicato un piccolo conguaglino sulla base del reddito effettivo, conguaglino che normalmente non serba grandi sorprese. Le sorprese, invece,arrivano se magari durante l’anno in questione hai avuto qualche altra fonte di reddito, (altro lavoro, pensione, collaborazione etc) perchè sebbene su quest’ultime siano state pagate regolarmente le tasse, il reddito risultante dalla somma dei due, arriverebbe ad essere soggetto a scaglioni Irpef con aliquota superiore alle aliquote calcolate sui singoli redditi.

  19. Oggi le tasse colpiscono in modo particolare i redditi più bassi,con la modifica dell’irpf si dovrebbe esonerare tutti coloro che hanno redditi inferiori ai €.15.000 e aumentare le aliqute per coloro che superano i scaglioni dai €. 15.000 ai €. 28.000e dai €.28.000 ai €.55.000 basterebbe l’uno per cento,dal mio punto di vista sarebbe la strada più giusta.Franco Treviso

  20. Ma smettiamola di dire cazzate: impiegati fortunati e partite iva sfruttate! la realtà è che mentre l’impiegato non può evadere un euro e quindi le tasse le paga tutte, subito e salate la partita iva può evadere il fisco come vuole, lavoro in uno studio commercialistico quindi non venite a cadere dalle nuvole con me! primo di tutto chi ha partita iva scarica tutti i costi inerente al lavoro, il dipendende non può farlo, secondariamente può sempre ricavarsi minimo un buon 20% delle proprie prestazioni in nero, con la solita scusa di non farti pagare l’iva!
    In questi periodi vedo 740 con utili ridicolissimi, meno di 10000 euro roba che se veramente fosse così chiuderebbero subito e andrebbero a fare i dipendenti, ma invece sono anni che continuano a lavora come partita iva.
    Questa è la verità: il dipendente paga tutto, la partita iva decide lei quanto pagare di tasse.

  21. Il presidente del consiglio, nel 2009 ha dichiarato un reddito di circa 41 MILIONI di euro (irpef corrispondente 17.623.170). Se dovesse dichiarare lo stesso reddito anche nel 2011, applicando le nuove aliquote irpef da lui proposte risparmierebbe circa UNMILIONEDUECENTOTRENTAMILA EURO.
    I parlamentari, calcolando ad esempio un reddito annuo di circa 120.000 euro, risparmieranno tra i TREMILA e i QUATTROMILA EURO L’ANNO
    I lavoratori e i pensionati con un reddito intorno ai 25000 / 28000 euro lordi (penso almeno il 70% degli italiani) risparmieranno in media LA BELLA CIFRA DI CENTO EURO di tasse (ma sicuramente troveranno il sistema di riprendersi questa bella somma sotto altra forma). E’ proprio una presa per il culo. E poi hanno il coraggio di dire che questa manovra porterà vantaggi alle famiglie. Per chi ci han preso, per degli idioti analfabeti?

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