Cedolare secca affitti: al 23%

affitti1.jpgCedolare secca affitti: al 23% entro il 31 Luglio?

Forse ci siamo, potrebbe essere la volta buona, il tema di una cedolare secca del 23% sugli immobili in affitto è in discussione sin dal Governo Prodi ma non se ne fece nulla.

Con la possibile introduzione della Service Tax o IMU, Imposta Unica sugli Immobili in cantiere in questi giorni è riemersa la proposta dell’aliquita unica, non al 20% ma bensi’ leggermente più alta, al 23%, il cui gettito andrebbe ai Comuni che dovrebbero gestire l’intero ciclo della nuova imposta.

Ho anche letto che è in discussione anche contestualmente la soppressione della tassa per la registrazione dei contratti di affitto e delle sanzioni per chi non li registra.

Ma converrebbe sempre l’aliquota al 23% secca? chi ha redditi alti ne beneficerebbe di sicuro, attualmente paga sino al 45% ma chi ha un reddito molto basso potrebbe anche rimetterci, dato che attualmente all’aliquota Irpef di riferimento si applica una  detrazione forfettaria del 15% per le spese di manutenzione.

Sono quindi in corso di definizione anche “sconti per i redditi bassi”, vedremo se realmente efficaci.

Ma come avverrebbe il pagamento della cedolare secca? sostanzialmente come per le tassazioni sulle rendite finanziarie, i pagamenti dovrebbero avvenire tramite una banca o Poste Italiane che effettueranno sul totale del canone di affitto una ritenuta a titolo di imposta pari alla cedolare secca del 23%.

Ma dove si possono trovare i soldi per ridurre l’aliquota in tempi di crisi? semplice sulla carta, il finanziamento del minor gettito per l’erario avverrebbe dall’emersione del nero se è vero che come emerge da un’analisi del Sole 24 ore che ci sono circa 1.7 miliardi di euro di nero in Italia fra prime e seconde case in affitto.

In teoria regge tutto,  che ne pensate?

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Cedolare secca affitti: al 23%ultima modifica: 2011-12-05T20:42:05+01:00da biker_hd
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